25 aprile 2011

Meditazioni sulla ..."Sua Passione"


Se la Pasqua oggi ci dice qualcosa, è questo: 
puoi mettere la verità dentro una tomba, ma non ci resterà.
Puoi inchiodarla a una croce, 
legarla stretta in un sudario, 
chiuderla in una tomba, 
ma risorgerà!
Clarence W. Hall

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Non abbiamo un Gesù in croce — Lui l’ha lasciata! Abbiamo una croce vuota. “O morte, dov'è il tuo dardo? O inferno, dov'è la tua vittoria?".

Non abbiamo un Cristo nella tomba. Abbiamo un Gesù vivo che vive nel nostro cuore.
È risorto con vittoria, gioia e libertà, per non morire mai più, così da poter redimere anche noi ed evitarci di subire l’agonia della morte dello spirito. Che giorno gioioso deve essere stato quando è risorto e si è reso conto che tutto era finito. Aveva conquistato la vittoria, il mondo era salvo!
David Brandt Berg
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C’e un dettaglio nella storia della Pasqua che mi ha sempre incuriosito: perché Gesù ha conservato le cicatrici della sua crocifissione? Avrebbe potuto scegliere tra qualsiasi tipo di corpo risorto, eppure Lui ne scelse uno identificabile soprattutto da cicatrici che potevano essere sia viste che toccate. Perché?

Credo che la storia della Pasqua sarebbe incompleta senza quelle cicatrici sulle mani, sui piedi e sul costato di Gesù. Quando noi esseri umani viaggiamo con la fantasia, sogniamo dei denti dritti color perla, una pelle priva di rughe, e forme ideali e attraenti. Sogniamo di uno stato innaturale: il corpo perfetto. Ma per Gesù, essere confinato allo scheletro ed alla pelle umana era una condizione innaturale.

Le cicatrici sono, per Lui, un emblema della vita sul nostro pianeta, un ricordo permanente di quei giorni di restrizione e sofferenza.
Io prendo speranza dalle cicatrici. Dal punto di vista del Cielo, rappresentano l’evento più orribile che sia mai successo nella storia dell’universo. Nonostante quell’evento però, la Pasqua si é trasformata in un ricordo gioioso.

Grazie alla Pasqua, posso sperare che le lacrime che versiamo, i colpi che riceviamo, i dolori emotivi e i dolori del cuore per la perdita di amici e persone care, tutte queste cose diventeranno memorie invece di ferite, proprio come le cicatrici di Gesù.

Le cicatrici non scompaiono mai completamente, ma non fanno più male. Avremo dei corpi nuovi, un cielo e una terra nuovi. Avremo un nuovo inizio, cominciato a Pasqua.
Phillip Yancey, “Il Gesù che non ho mai conosciuto”

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“Poiché io vivo, anche voi vivrete”.
Abbiamo bisogno di queste sei parole per aiutarci a sopportare
il mondo che, buio e insicuro, cambia attorno a noi;
per aiutarci a vedere il presente come un episodio transitorio,
un breve incontro travagliato sulla strada tormentata della vita.
Poiché il fatto che la vita è eterna per la morte del nostro Salvatore
e per la sua resurrezione, dopo la crocefissione,
fa di questo presente incerto, in un modo di contesa e peccato,
nient’altro che un gradino per una vita nuova e migliore!
Helen Steiner Rice
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La Pasqua è la dimostrazione divina che la vita è essenzialmente spirituale ed eterna. 
Charles M. Crowe
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Il semplice messaggio che cambiò il mondo per sempre fu questo: “Non è qui; è risorto”.
Linda Bowles
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Un uomo del tutto innocente si offrì in sacrificio per il bene degli altri, compreso i suoi nemici, e riscattò il mondo. Fu un’azione perfetta.
Mahatma Gandhi

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