10 marzo 2009

ANGOLO DELLA TESTIMONIANZA

Carissimi amici e amiche,
vi invito a inviarmi qualche vostra testimonianza personale o di persone che stanno influenzando la vostra vita riguardo a qualche miracolo che Gesù ha fatto. So che la sua mano è così presente in ognuno di noi, ma sentire direttamente storie di vita vissuta è sempre diverso.
Mi piacerebbe riempire questo "angolo della testimonianza" di tante bellissime storie anche se semplici ma reali che hanno cambiato e rafforzato la vostra fede. E nello stesso tempo potrà aiutare ad incoraggiare e rafforzare la fede di tanti altri.
Buona lettura!!!
***************************************************************************************

METTI LA CERA, … TOGLI LA CERA

Per la prima volta nella mia vita mi trovavo senza lavoro, e, visto che la mia giornata non era più vivace e produttiva, avevo deciso, per non gravare ulteriormente sul budget familiare, di rinunciare alla collaboratrice domestica che mi aiutava in casa quando ero occupata in cose… più importanti dei servizi casalinghi.
Stavo lì a lavare per terra e il pensiero che avevo lavato il giorno prima, e avrei dovuto rifarlo anche il giorno dopo e tutte quelle azioni ripetitive e anche poco qualificanti mi rendevano veramente frustrata e nervosa.
Nella mia mente si affollavano e mi sommergevano tutte le cose che ancora avrei dovuto fare.
Cercai di combattere lo stato di depressione che si stava insinuando in me cercando il Signore in preghiera e sforzandomi di individuare il lato positivo di tutto questo, ma non mi riusciva proprio di trovare niente di buono nella circostanza che stavo vivendo.
Mentre stavo pregando mi venne in mente un verso “Siate sempre gioiosi; non cessate mai di pregare; in ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.” (1Tessalonicesi 5:16-18)
Sicuramente volevo pregare e anche lodarlo ma essere gioiosa proprio non me la sentivo!
Decisa a passare all’offensiva, cominciai a lodare il Signore, riempiendo la mia mente di lode per la vita, per la salute e per mille altre cose e, un pochino controvoglia, anche per quei servizi domestici.
Fu allora che mi ricordai di un film visto qualche giorno prima della serie di “Karaté Kid”
“Il protagonista, il saggio Miyagi, maestro di vita e di karaté, inteso come disciplina non solo sportiva e del corpo, ma soprattutto dello spirito, ha un metodo infallibile col quale egli stesso si allena tutti i giorni probabilmente da più di mezzo secolo.
Questa singolare tecnica che Miyagi ritiene il pilastro fondamentale della sua filosofia, atto ad imparare il dominio di se stessi attraverso l’esercizio della pazienza e della costanza, consiste nel lucidare la propria auto.
Una mano mette la cera ruotando verso sinistra e l’altra la toglie ruotando verso destra, con lenti e ripetitivi movimenti per molte ore; metti la cera .. togli la cera, metti la cera … togli la cera….., finchè la macchina non diventa lucida e scintillante.
Il suo giovane discepolo inizialmente è furente, in quanto si aspettava subito azione e allenamenti eccitanti, ma alla fine capisce il valore della tecnica del suo istruttore e la adotta con entusiasmo.”
Quella fu la chiave che aprì la mia mente alla meravigliosa opportunità che il Signore mi stava insegnando di esercitare la costanza e la pazienza trasformando radicalmente il significato delle mie piccole, ripetitive e noiose azioni quotidiane, dando loro un significato e una finalità che non avrei mai rilevato da sola.
Adesso posso dire che, quando ho la tentazione di deprimermi o lagnarmi dei miei noiosi compiti giornalieri, riesco subito a trovare la motivazione che mi rende … esattamente gioiosa!
Immagino di essere in una palestra molto speciale ad allenarmi per qualcosa che il Signore ritiene molto importante se si considera ciò che dice in proposito:
Giacomo 1:4 “E la costanza compia pienamente l'opera sua in voi, perché siate perfetti e completi, di nulla mancanti.”
Luca 21:19 Con la vostra costanza salverete le vostre vite.
2Timoteo 2:12 se abbiamo costanza, con lui anche regneremo;
Colossesi 3:12 Rivestitevi, dunque, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di benevolenza, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza.

(Antonella - Benevento)

8 marzo 2009

UN ’ ODE ALLE DONNE

La suprema opera d’arte di Dio, la sua creazione finale, fu la donna.
—David Brandt Berg

Questa descrizione di una donna virtuosa, che possiamo trovare nel capitolo 31 del libro dei Proverbi, scritto quasi tremila anni fa, ha diverse notevoli somiglianze
con molte donne di oggi. L’autore stava consigliando agli uomini le doti da ricercare in una moglie, quindi le sue lodi vanno prese in quel contesto, ma l’ovvia implicazione è che le si possono trovare anche in donne nubili. Alcune delle specifiche attività citate sono scomparse con i tempi — filare e tessere a mano (versi 13 e 19), per esempio — e oggi molte donne passano più tempo sul luogo di lavoro che a casa, ma questo brano è un tributo alla immutabile saggezza,
all’intelligenza e alla diligenza delle donne, alla loro preveggenza, energia, industriosità, tenacia, compassione e al loro amore altruista. Oggi, come allora, la donna è esperta nello svolgere contemporaneamente diverse attività. Alcune cose non cambiano mai.
10. Chi troverà una donna forte e virtuosa? Il suo valore è di gran lunga superiore alle perle.
11. Il cuore di suo marito confida in lei e avrà sempre dei guadagni.
12. Ella gli fa del bene e non del male, tutti i giorni della sua vita.
13. Si procura lana e lino e lavora con piacere con le proprie mani.
14. Ella è simile alle navi dei mercanti: fa venire il suo cibo da lontano.
15. Si alza quando è ancora notte per distribuire il cibo alla sua famiglia e dare ordini alle sue domestiche.
16. Ella guarda un campo e l’acquista; col frutto delle sue mani pianta una vigna.
17. Si cinge di forza i lombi, e irrobustisce le sue braccia.
18. Si rende conto che il suo commercio va bene, e la sua lampada di notte non si spegne.
19. Stende la sua mano alla conocchia e le sue palme impugnano il fuso.
20. Tende la sua mano al povero e porge le sue mani al bisognoso.
21. Non teme la neve per la sua famiglia, perché tutti quelli di casa
hanno doppia veste.
22. Si fa delle coperte di arazzo e le sue vesti sono di lino finissimo
e di porpora.
23. Suo marito è stimato alle porte, quando si siede fra gli anziani del paese.
24. Confeziona vesti di lino e le vende, e rifornisce i mercanti di cinture.
25. Forza e onore sono il suo vestito e ride dei giorni a venire.
26. Apre la sua bocca con sapienza e sulla sua lingua c’è la legge della bontà.
27. Ella sorveglia l’andamento della sua casa e non mangia il pane di pigrizia.
28. I suoi figli si levano e la proclamano beata; anche suo marito ne fa l’elogio, dicendo:
29. «Molte figlie hanno compiuto cose grandi, ma tu le sorpassi tutte quante».
30. La grazia è fallace e la bellezza è vana, ma la donna che teme l’Eterno, quella sarà lodata.
31. Datele del frutto delle sue mani, e le sue stesse opere la lodino alle porte.
—(Proverbi 31,10–31 1)

**************************************************************************************
IL SESSO DEBOLE?

Tradizionalmente le donne sono considerate il “sesso debole” ed è vero che in genere sono più deboli fisicamente, tuttavia sono le loro qualità di amore, premura, compassione, sensibilità, intuizione e comprensione, che irrobustiscono le relazioni e aggiungono equilibrio e stabilità al nostro mondo”.
—Paul Williams

**************************************************************************************
“Le donne hanno più forza nel loro sguardo di quanta ne abbiamo noi [uomini] nelle nostre leggi; più forza nelle loro lacrime di quanta ne abbiamo nelle nostre argomentazioni”.
—Saville

**************************************************************************************
“L’uomo è il capo famiglia, la donna il collo che fa girare il capo”.
—Proverbio cinese

**************************************************************************************
“Ho il sospetto che la frase ‘sesso debole’ sia stata coniata da qualche donna per disarmare l’uomo che si stava preparando a conquistare”.
—Ogden Nash

**************************************************************************************
“Le donne hanno una grande forza, ma essa è nella testa, non nelle braccia”. —Beverly Sills

**************************************************************************************
“Un metodo sufficiente e sicuro di portare la civilizzazione è tramite l’influenza di donne virtuose”.
—Ralph Waldo Emerson

**************************************************************************************
“La mente degli uomini si eleva al livello delle donne che frequentano”.
—Alessandro Dumas padre

**************************************************************************************
“La donna, vedete, è un soggetto che, per quanto lo si studi, risulta sempre nuovo”. —Leone Tolstoy

**************************************************************************************
“L’uomo può scegliere tra amare le donne e cercare di capirle”.
—Ninon de Lenclos

**************************************************************************************
“Le donne sono donne e gli uomini sono uomini — vive la différence! Ma per me non
esiste niente di più noioso di un maschio o di una femmina che sia tale al cento per cento. Davanti ad un maschio imponente, dal pugno di ferro e dal torace possente, o ad una femmina leggiadra e minuta, tutta vezzi e carezze, non posso che cercare di sfuggire alla loro irritante compagnia. Gli uomini e le donne sono un miscuglio fortunato di caratteristiche maschili e femminili.
Un uomo che sia mascolino, ma con una vena femminile di percezione, intuizione e tenerezza, è un uomo completo; è un uomo interessante, un buon compagno, un amante completo.
Una donna che possieda una vena sufficientemente mascolina da renderla attenta, decisa, pratica, giusta, sicura di sé e di buona compagnia, è una donna completa.
L’aspetto femminile in un uomo è come lo zucchero nel whiskey.
L’aspetto maschile in una donna è come il lievito nel pane. Senza questi ingredienti il risultato fi nale è insipido, privo di sapore o di interesse”.
—Edna Ferber

6 marzo 2009

Perché Dio dovrebbe abbassarsi a scendere sulla terra come uomo?

Carissimi amici, in questi giorni andando in giro e portando l'amore di Gesù agli altri ho incontrato diverse situazione di coppie dove lei o lui non sono molto vicine alla fede di quanto lo fosse il compagno o la compagna...so che a volte non è molto facile perchè si vorrebbe spiegare cosa si prova a sentire l'amore di Gesù vivo dentro di noi che non ha niente a che fare con la religione e la chiesa. Ma talvolta si rischia di fare l'effetto contrario e di allontanarli di più dalla fede a causa del nostro zelo.
Il Signore mi ha ispirata con questa bellissima testimonianza che mostra che la preghiera fa veramente dei miracoli e che a dispetto delle nostre parole arriverà il momento giusto in cui anche loro avranno una bellissima esperienza spirituale con il Signore....Buona lettura e Dio vi benedica!



C’era un uomo che non credeva in Dio e non esitava a rendere noto agli altri il suo parere sulla religione e sulle feste come il Natale. Sua moglie, al contrario, credeva e aveva educato i figli a credere in Dio e in Gesù, nonostante i commenti ostili del marito.

Una nevosa vigilia di Natale la moglie si preparava a portare i bambini alla messa nel paesino di campagna dove vivevano. Chiese al marito se voleva andare con loro, ma lui rifiutò.

“È una storia priva di senso!” disse. “Perché Dio dovrebbe abbassarsi a scendere sulla terra come uomo? È ridicolo!” Così la donna e i figli uscirono e lui rimase a casa.

Poco dopo il vento cominciò a soffiare più forte e la nevicata divenne una bufera. L’uomo diede un’occhiata fuori dalla finestra, ma non riuscì a vedere altro che un accecante turbinio di neve. Si preparò a passare una serata tranquilla, seduto avanti al fuoco.

D’un tratto udì un forte tonfo. Qualcosa aveva colpito la finestra. Poi un altro colpo. Guardò fuori, ma si vedeva solo a poco più di un metro di distanza. Appena la nevicata si calmò un attimo si avventurò fuori per vedere cosa avesse colpito la
finestra. Nel campo di fianco alla casa vide uno stormo di oche selvatiche.
Evidentemente erano state sorprese dalla tempesta durante il loro viaggio per svernare a sud e non riuscivano a proseguire; si erano perse ed erano finite nella sua fattoria, senza cibo né riparo. Sbattevano le ali e svolazzavano sul campo in circoli bassi, alla cieca e senza meta. Un paio di loro erano andate a sbattere contro la sua finestra.

L’uomo provò pena per le oche e pensò di aiutarle. Il fienile sarebbe un bel posto per loro, pensò. È caldo e riparato; potrebbero passarci la notte e aspettare la fine della bufera. Così dopo aver spalancato la porta del fienile si mise ad aspettare, nella speranza che le oche notassero la porta aperta ed entrassero. Ma le
oche svolazzavano in giro senza meta, senza notare il fienile che avrebbe potuto significare la salvezza. L’uomo cercò di attirare la loro attenzione, ma sembrava solo spaventarle e farle allontanare. Entrò in casa e ne uscì con del pane, che sbriciolò, formando un sentiero che portava al fienile. Non capirono.

Ora cominciava a sentirsi frustrato. Le aggirò alle spalle e cercò di cacciarle verso il fienile, ma esse si spaventarono ancora di più e si sparpagliarono in tutte
le direzioni meno che verso il fienile. Niente di quel che provava a fare riusciva a farle entrare dove sarebbero state al caldo e al sicuro.

“Perché non mi seguono?!” esclamò. “Non vedono che è l’unico posto in cui possono sopravvivere alla tempesta?”

Ci pensò un attimo e si rese conto che non avrebbero seguito un essere umano. “Se fossi un’oca potrei salvarle”, esclamò ad alta voce.

Poi ebbe un’idea. Entrò nel fienile, prese una delle sue oche e portandola in braccio aggirò di nuovo le oche selvatiche e si mise dietro di esse. Poi la lasciò andare. L’oca svolazzò in mezzo allo stormo e si diresse dritta nel fienile … e ad una ad una le altre oche la seguirono in salvo.

L’uomo si fermò un attimo in silenzio, ritornando con la mente alle parole che aveva detto poco prima: “Se fossi un’oca potrei salvarle!” Poi ripensò a quello che aveva appena detto a sua moglie: “Perché Dio dovrebbe voler diventare come noi? È ridicolo!” Improvvisamente capì; tutto acquistò un senso. Era quel che aveva fatto Dio. Noi eravamo come le oche … accecate, perse, destinate a morire. Dio aveva mandato Suo Figlio a diventare come noi per mostrarci la strada e salvarci. Era
questo il significato del Natale.

Il vento e la neve accecante cominciarono a calmarsi. Anche la sua anima si calmò e lui si fermò a riflettere su questo pensiero meraviglioso. Improvvisamente capì
il significato del Natale, il motivo per cui Gesù era venuto. Anni di dubbi
ed incredulità svanirono come la bufera appena passata. Cadde in ginocchio sulla neve e fece la sua prima preghiera: “Grazie, Dio, per essere venuto in forma umana a
tirarmi fuori dalla tempesta!” •
(Storia originale adattata da Keith Phillips)