Amici volontari sono impegnati ad Haiti, testimoniando e portando l’amore e il conforto di Gesù a coloro che sono disperati.Per seguire le loro attività ed aiutarli con le nostre preghiere vi inserisco il link del loro sito http://wildwindteam.info potete vedere foto, testimonianze e video.
Visto che il sito è in inglese ho scelto una bellissima testimonianza “Il lavoro di un padre” e l’ho tradotta per amore di coloro che non comprendono pienamente l’inglese…è molto forte.
Dio vi benedica ragazzi state facendo un ottimo lavoro per il Signore, noi possiamo continuare ad aiutarvi sostenendovi con le nostre preghiere.
Che questa storia possa rafforzare la nostra fede ed essere un aiuto per le ersone che ci sono intorno.
Il lavoro di un padre (The job of a father)
Stavamo andando letto per letto, pregando con diversi pazienti. Quando incontrai un uomo anziano che gli avevano imputato la gamba. Gli chiesi se potessi dire una preghiera per lui e lui mi rispose: “Sicuramente, non ci sono problemi”.
Ho pregato per lui e ho chiesto al Signore che si prendesse cura di lui e gli desse la forza che aveva bisogno, e anche l’umiltà che in questo momento aveva bisogno nel permettere ad altre persone che si prendessero cura di lui e in particolare che la sua famiglia si prendesse cura di lui.
Quando aprii gli occhi mi accorsi che era in battaglia ma non stava piangendo. Chiesi ai traduttori cosa stesse dicendo, ed egli disse: “E’ molto difficile per me. Il mio lavoro è prendermi cura della mia famiglia. E’ la mia famiglia. Si suppone che io dovessi provvedere con il pane, ma io sto giacendo qui e mia moglie si sta prendendo cura di me ed anche lei è malata. E’ raffreddata ed io non posso fare niente per la mia famiglia.”
In quel momento mi emozionai tantissimo. Chiesi a Gesù cosa dovevo dire, e prima che dicessi niente, l’uomo disse: “Sai cosa? Mia moglie sta attraversando una serie di difficoltà ed io non so cosa fare.”
La prima cosa che mi venne in mente fu la storia del vasaio, e come l’uomo deve attraversare molte esperienze difficili nella sua vita e un giorno dire; Signore guarda cosa è successo? Perché sono dovuto andare attraverso tutto ciò? Perché è sempre così difficile? Il Signore gli mostrò che come un vasaio quando costruisce un vaso di argilla se trova qualsiasi botta o protuberanza lo distrugge e ne fa uno completamente nuovo bello e utile.
Gli raccontai quella storia e gli dissi:”Io so che c’è una ragione, uno scopo nella tua vita. E solo il fatto che tu sei vivo mostra che c’è uno scopo”.
Rimase in silenzio per un po’ e poi disse:” Ci deve essere uno scopo per me se sono qui nel letto. Ti ringrazio, e ringrazio Dio perché c’è uno scopo, io confido in Lui”. Pronunciò quelle parole con una meravigliosa pace e fiducia. Fu molto bello e potente essere partecipi di quel momento. In quel momento, quell’uomo accettò tutto ciò che Dio aveva portato nella sua vita.
Una signora che era vicino aveva ascoltato tutta la nostra conversazione e appena finito con lui, mi chiamò. Mi disse:” Uno dei tuoi colleghi ha già pregato per me così non devi fare un’altra preghiera per me ma voglio raccontarti un miracolo che è successo. Quando ci fu il terremoto, io ero nella mia casa con altre 8 persone, e quando la casa crollò tutte le persone intorno a me morirono, eccetto me. Non c’era ragione del perché non mori anche io. Ero sepolta sotto le macerie, ma in qualche modo sentì che c’era una ragione , uno scopo per me, così fui in grado di uscire dalle macerie e andò tutto bene. Quando hai detto a quell’uomo che sicuramente c’è uno scopo, è come se ho sentito la stessa voce nel mio cuore che mi aveva detto che c’è uno scopo anche per me. Quindi vuoi sapere una cosa? Io sono grata e so che qualcosa di buono sta arrivando da tutto questo.”
L’intera camera dell’ospedale cambiò, proprio perché ognuno di loro aveva ascoltato le nostre conversazioni. Perché erano tutti curiosi di sapere cosa ci stessimo dicendo. Una signora si alzò in piedi ed iniziò a dire: “Oh Signore misericordioso, Oh Signore misericordioso, grazie Gesù” ripetendolo di continuo.
Anche un dottore che era nella stanza e mi stava osservando per tutto il tempo e aveva ascoltato l’intera conversazione. Mi spinse da una parte e mi disse; “Cosa stai facendo?” Io risposi:”Bene, sto andando letto per letto, pregando con i pazienti e portandogli incoraggiamento. Va bene?
Lei rispose:”Bene, e cosa ti fa pensare che li stai aiutando?”
Allora le risposi:”Guardali, guarda i loro sorrisi sulle loro facce. Ora hanno più fede perché sanno che Dio si prenderà cura di loro e rafforzare la loro fede è molto importante”. Allora le chiesi:”C’è qualcosa che posso pregare per te, perché mi sembri molto stanca?” Lei rimase in silenzio per un po’ e poi rispose:”Ti prego, prega per la mia forza, non penso che abbia mai assistito alle cose che ho ascoltato e visto in questi giorni”.
Allora presi la sua mano e pregai per lei e chiesi a Gesù di rimpiazzare tutte le cose orribili che aveva visto, i ricordi di tutte le cose negative con la Sua pace e la Sua calma, e che ogni volta che le venivano in mente quelle scene negative fosse in grado di ricordare invece alle bellissime cose , alle vite che tramite lei aveva salvato, incoraggiato e aiutato e che attraverso di tutto ciò che il Signore le poteva dare la convinzione e la determinazione di aiutare gli altri e anche quando un giorno ritornerà a casa che potesse continuare a portare il Suo amore agli altri..
Mi diede un grande abbraccio e fu veramente speciale, in particolare ripensavo alle parole che ci aveva dato Gesù prima di arrivare ad Haiti. Il nostro lavoro non sarebbe stato solo con le persone coinvolte nel terremoto ma in particolare che avremmo pregato in special modo con i dottori e i volontari . E’ quello che è successo!
Più noi siamo fedeli nel testimoniare alle persone che hanno bisogno di incoraggiamento, più loro venivano da noi a chiedere preghiera e ricercare l’aiuto di Dio. Grazie Gesù!
22 Febbraio 2010
http://blog.wildwindteam.info
(volontari impegnati Haiti di The Family International)
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