Finalmente, in occasione delle ferie natalizie, ero riuscita dopo molti mesi, ad ottenere di avere con me Chiara, la mia nipotina di otto anni, per due o tre giorni.
Ero molto contenta che lei avesse preferito lasciare tutti i fantastici doni supertecnologici che aveva a casa, tra cui un cucciolo virtuale, per passare due giorni in campagna con me e i miei animali in carne ed ossa: cani, gatti, cavalli e Gioia, l’ultima cagnolina che era nata da appena due mesi.
Quella mattina, durante il mio tempo
con il Signore, avevo chiesto di preparare per questa piccola vacanza qualcosa di veramente speciale.
La giornata si presentava fredda e ventosa e le montagne circostanti erano tutte ricoperte di neve, nonostante ciò, dopo una piccola preghiera, avevo deciso di coprirla bene e di andare a fare due passi in campagna con Chiara.
Tatina, Jeky, Ticca e la piccola Gioia, i miei cagnolini, ci seguivano e si era aggiunto anche Mimo il mio gattone. Chiara era decisamente felice e ispirata e sul suo visino era comparso un colorito roseo che le donava moltissimo.
Dopo pranzo ci siamo equipaggiate e siamo andate a sellare Giulia, una dolce cavallina, con la quale Chiara aveva imparato a montare a giugno quando per un mese era stata con me.
Anche per questo avevo fatto un piccola preghiera e il Signore mi aveva dato la fede di andare nonostante il freddo e il vento.
La lezione era andata benissimo anzi c’era stato un piccolo inconveniente che aveva dato più sapore al tutto e cioè che la cavalla si era spaventata dallo sbucare improvviso di uno dei cagnolini e aveva fatto due tempi di galoppo e una piccola impennata, e Chiara era molto soddisfatta di essere riuscita a dominare la situazione rimanendo in sella.
Soddisfatte e contente abbiamo dissellato, pulito e portato Giulia in box, accompagnate dal codazzo di animali che non si allontanavano un attimo da noi e poi ci siamo avviate a casa ridendo e scherzando.
Arrivate al portone ci siamo rese conto che Gioia era sparita; abbiamo fatto dietro front e siamo andate cercarla su per la montagna chiamandola ad alta voce.
Ma di lei nessuna traccia!
Dopo circa tre quarti d’ora poiché stava facendo buio e il vento era sempre più gelido ci siamo arrese e siamo rientrate.
A quel punto, valutata la situazione, l’ipotesi più probabile che mi balenava nella mente era che la piccolina fosse stata presa da qualche volpe, delle quali questa zona è piena.
Chiara piangeva disperata stringendo lo straccetto col quale Gioia giocava sempre dicendo che sarebbe stato meglio se non fosse mai venuta.
Io ero disorientata: cercavo di tenere a freno ogni pensiero perchè avevo quasi paura di pensare qualsiasi cosa e mi sforzavo di cercare il Signore per trovare il modo giusto di consolare Chiara.
Dopo aver fatto sfogare il suo pianto gli ho mostrato alcuni poster del paradiso indicandogli gli animali che sarebbero stati con noi in Cielo e poi gli ho mostrato alcune foto di cani e gatti che avevo amato, che avevo tenuto con me molti anni e che il Signore aveva chiamato a sé.
Chiara si era calmata e io le ho proposto di fare un bel bagno caldo insieme.
Nel frattempo ogni tanto mi affacciavo alla finestra di nascosto, per non illudere Chiara inutilmente, chiamando Gioia che nei giorni passati era la prima a rispondere al richiamo, senza avere nessun esito.
Erano ormai passate circa due ore e mezzo!
Ho preparato l’acqua nella vasca e, dopo aver aiutato Chiara ad entrarci, mi sono appartata un attimo per pregare e mi è subito venuto in mente un verso: 1 Corinzi 10:13 “Nessuna tentazione vi ha còlti, che non sia stata umana; però Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscirne, affinché la possiate sopportare”.
Ho chiesto al Signore quale fosse in questo caso la via d’uscita che Lui aveva preparato per me e subito mi è sgorgata dal cuore una preghiera invocando il potere delle Chiavi dei miracoli chiedendo al Signore di riportare Gioia a noi sana e salva senza neanche un graffio.
Animata da una nuova speranza ho raggiunto Chiara e per fede le ho detto, giocandomi il tutto per tutto, che il Signore poteva fare un miracolo e l’ho incoraggiata ad esprimere al Signore la sua preghiera.
Dapprima mi ha guardata un po’ dubbiosa e poi ha riversato fuori di sé ciò che il suo cuore domandava e cioè che Gioia potesse stare ancora a lungo sulla Terra e che tutti gli animali avessero lunga vita.
Abbiamo finito di fare il bagno, ci siamo asciugate i capelli e una volta vestita con una scusa sono scesa con la torcia e sono andata direttamente nel posto che, nonostante l’avessimo più volte perlustrato nelle ore precedenti, il Signore mi indicava, adesso era lì; si lei Gioia!
L’ho presa in braccio per controllare che fosse illesa, e lo era, e l’ho portata in casa.
L’espressione di Chiara nel vederla è stata di un’emozione indescrivibile e appena ripresa dalla sorpresa, sorridente e felice ha cominciato a dire che Gesù aveva fatto un miracolo!
Grazie Gesù! E’ stata davvero un’esperienza speciale che accompagnerà Chiara per tutta la vita dandole fiducia nel Signore e nel potere della preghiera
(Antonella AM - Benevento)
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